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giovedì 16 febbraio 2012


Intervista a Oliviero Diliberto.”I Neocon hanno fallito, ora è tempo di Neocom”

Il segretario del Pdci-Fds ad Articolotre parla di crisi greca e situazione politica italiana:”sono vicino al popolo ellenico, stanno pagando per misure inique e inefficaci”. E sulle schermaglie di casa nostra: “basta con i giochini, unità tra chi sta a sinistra del Pd”.
-Redazione15 febbraio 2012-Sono giorni di tensione quelli che stiamo vivendo, con la situazione greca in primo piano, e l’Italia sullo sfondo, mentre crescono le voci critiche verso i diktat dell’Europa e le misure di austerity generalizzate.  Articolotre.com ha intervistato Oliviero Diliberto, segretario del Pdci-Fds, per conoscere il suo pensiero sulle prospettive della sinistra in Italia e nel mondo.

Diliberto, ieri sera l’abbiamo rivista dopo alcuni anni ospite a Ballarò. In Spagna Izquierda Unida è cresciuta significativamente alle ultime elezioni e, nel frattempo, in Grecia la sinistra è accreditata di un buon consenso. Cosa sta succedendo ai comunisti?
Siamo di fronte ad una crisi che sta mettendo in luce tutte le contraddizioni irrisolvibili del capitalismo. Idee come il ruolo dello Stato in economia e la trasformazione del sistema di sviluppo stanno tornando di grande attualità. Nel 1991 sembravamo noi fuori dalla storia, oggi lo è chi difende a spada tratta il neoliberismo.
Lei inizialmente aveva detto di attendere prima di crocifiggere il governo Monti. Ha cambiato idea adesso?
Ho semplicemente detto che una condanna preventiva e unicamente pregiudiziale sarebbe stata incomprensibile al nostro popolo, che usciva da 20 anni di berlusconismo. Non cogliere l’elemento liberatorio della caduta di Berlusconi sarebbe stato  profondamente sbagliato. Tuttavia, oggi appare chiaro: siamo passati dal regime grottesco e osceno di Berlusconi al regime tecnocratico, certamente molto più presentabile nelle forme, che sta facendo pagare la crisi unicamente ai ceti popolari.
Il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro pare fossilizzato sull’art.18. Voi avete detto che non ci state alla cancellazione, ma lo sa che ci sono milioni di giovani che non sanno nemmeno cosa sia?
Chi vuole l’abolizione dell’articolo 18 deve avere il coraggio di dire che è d’accordo con i licenziamenti discriminatori. Sui giovani è il paradigma su cui si fonda l’azione del governo Monti e in particolare del Ministro Fornero che è da respingere. Non c’è nessuna contrapposizione vecchi-giovani o lavoratori garantiti-non garantiti. C’è, semmai, una generazione che è stata privata del diritto al futuro a causa di 20 anni di neoliberismo.
Recentemente Bersani ha detto di non puntare a una grossa coalizione per il 2013. Voi pensate che ci siano margini di dialogo con i democratici nonostante il loro appoggio al governo?
Noi non ci rassegniamo all’idea consegnare il Pd integralmente nelle mani del Terzo Polo. Io, nonostante tutto, mi auguro che nel Partito di Bersani prevalga chi predilige un’opzione di centrosinistra classico.
Lei ha parlato di unità con Di Pietro e Vendola, ma il governatore pugliese ha già risposto picche. L’elettorato di Tonino è di sinistra? Lo è di più di quello di Grillo?
E’ ora di smetterla con i giochini tra di noi: io lavoro per unire tutta la sinistra politica e sociale a sinistra del Pd. Staremmo parlando di una forza a due cifre, con un potere contrattuale, anche nei confronti del Pd, enorme. Ho letto con grande attenzione la proposta di Di Pietro di una lista Fds-Sel-Idv e sindaci. Dico subito che anche noi lavoriamo in questa direzione. A Nichi dico che la nostra non è una proposta di opposizione, semmai di governo secondo le nostre priorità, di cui sarei felice di discutere con lui. Quanto a Grillo, mi interessa molto il suo elettorato, molto meno lui.
Passiamo alla Grecia. Là i comunisti, contrari all’accordo, avrebbero preferito il default al diktat della troika. Lei che ne pensa?
Ho grande rispetto per i comunisti in tutto il mondo, e quindi anche per i greci. E voglio esprimere la massima vicinanza e solidarietà al popolo greco. Le misure che il Parlamento greco ha votato non sono solo inique, sono anche sbagliate e inefficaci. Voglio dire chiaramente, però, che il default non è mai auspicabile, se non altro perché i primi a farne le spese sono i ceti deboli.
Come si evita di entrare nella spirale che ha soffocato gli ellenici? Quali le proposte della Fds?
Nell’immediato, la Bce dovrebbe fungere da prestatore di ultima istanza. Su questo paghiamo l’errore di aver costruito solo la dimensione finanziaria e bancaria dell’Europa e non quella politica. Poi andrebbe introdotta subito una imposta patrimoniale, e dovremmo rinunciare all’acquisto dei 131 caccia bombardieri e destinare quei soldi, 20 miliardi, ai saperi e ai precari. Come vede proposte di governo, non di testimonianza.
Sono passati 20 anni dalla fine del comunismo reale. Sabato ha incontrato la leader degli studenti cileni, la comunista Camila Vallejo, in vista in Italia. Si aprono nuove prospettive in questo XXI secolo?
L’energia di Camila, Karol e Jorge, alla testa di un grande movimento di massa in Cile, con una pressione mediatica enorme, è straordinaria. Come nel ’73 abbiamo costruito un legame solido tra comunisti italiani e cileni. Dobbiamo dirci la verità: nonostante le grandi speranze che hanno suscitato, sono fallite le esperienze che hanno pensato di affidarsi al solo Stato o, simmetricamente, al solo mercato. L’era dei conservatori, aperta da Tatcher e Reagan, proseguita in apertura di secolo con i “neocon” come Bush jr. ed ora con  le destre europee, si sta concludendo drammaticamente. Se mi consente una battuta, proprio perché vedo una crescente critica al capitalismo da diverse parti, mi auguro che i prossimi decenni possano essere quelli dei “neocom”: di una nuova stagione del pubblico.
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