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giovedì 22 marzo 2012

IL LAVORATORE NON E' MERCE

Il  Presidente della Commissione Lavoro della Conferenza  Episcopale Italiana, monsignor Bregantini ha rilasciato un' intervista al settimanale "Famiglia cristiana" (http://www.famigliacristiana.it/informazione/news_2/articolo/il-lavoratore-non-e-una-merce.aspx   )a seguito della conclusione del tavolo governo-parti sociali  sul mercato del lavoro. Mons. Bregantini ha sottolineato le negatività  della proposta del governo e riferendosi alla cancellazione, di fatto, dell' art.18 ha evidenziato "I licenziamenti economici rischiano di generare un clima di paura in tutto il Paese" Inoltre a criticato  i tempi stretti imposti alla trattativa e alla esclusione del più grande sindacato italiano, la CGIL.
Mons. Bregantini  richiamandosi alla enciclica "Rerum Novarum" di Papa Leone XIII, emanata nel 1881 si chiede se  " i licenziamenti, chiamati elegantemente con un eufemismo "flessibilità in uscita", rispettano la persona . "Il Lavoratore non è una merce. Non lo si può trattare come un prodotto da dismettere, da eliminare per motivi di bilancio, perché resta invenduto in magazzino.  Ricordando il decreto sulla liberalizzazione degli orari dei negozi commerciali, il prelato polemizza constatando che , "in politica ormai  l’aspetto tecnico sta diventando prevalente sull’aspetto etico”.
La presa di posizione dell' esponente dell' Episcopato italiano si aggiunge a tante prese di posizione di professori, come Tito Boeri (http://video.repubblica.it/dossier/articolo-18/articolo18-tito-boeri-boccia-la-proposta-fornero-aumenta-l-incertezza/91026/89419) e imprenditori che   evidenziando l'aspetto ideologico della controriforma di Monti e Fornero rilevano l'inefficacia del provvedimento sul piano economico e dell' occupazione.
Il Partito Democratico sembra l'organizzazione politica con più imbarazzo. Contenere, gli ultras  alla Ichino (  ..progetto di riforma ...è indiscutibile: esso tende ad allineare il nostro sistema di protezione del lavoro a quelli dei nostri maggiori partner europei) .e Fioroni con il responsabile lavoro Stefano Fassina (La riformulazione dell'art. 18 "non va bene  perché rischia di rimanere un guscio vuoto con un notevole allargamento delle possibilità di licenziamento".), sarà il compito del Segretario Luigi Bersani che, parlando in prima persona,  ha dichiarato il suo disappunto (La questione dell'articolo 18 bisognava affrontarla alla tedesca, non alla americana e così è venuta fuori una cosa che non condivido).
Dopo la presa di posizione della CEI stiamo seguendo, in queste ore, nuovi interventi che prefigurano possibili ulteriori cambiamenti. Il Segretario nazionale della CISL Raffaele Bonanni, sostenitore della proposta del governo Monti, poche ore fa ha dichiarato: "Anche noi vogliamo cambiare la norma. E' quello su cui ci stiamo impegnando in queste ore. Anche noi vogliamo il modello tedesco".
Noi Comunisti siamo per l'articolo 18 e per la sua estensione a tutti i Lavoratori. Stiamo organizzando  banchetti raccogliendo firme a sostegno.
L'appuntamento a Paderno Dugnano in via Roma alla FIERA DI PRIMAVERA.    

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VENERDI  23 MARZO ORE 14,41 ULTIM'ORA



PALERMI "Monti pensi a creare lavoro oppure se ne torni in Europa" 
"Ci sono scioperi e manifestazioni in molti luoghi in tutta Italia, i tavoli organizzati dalla Federazione della Sinistra per una petizione a favore dell’art. 18 stanno raccogliendo migliaia e migliaia di firme, autorevoli commentatori e persino uomini di Chiesa chiedono al governo di fare un passo indietro. Hanno ragione". Lo dice Manuela Palermi, segreteria nazionale Pdci-Federazione della Sinistra e
 responsabile Lavoro. "Il governo Monti sta irresponsabilmente lacerando il Paese per riformare una cosa che non esiste: il lavoro. Si preoccupi di crearlo, questo lavoro, oppure se ne torni in Europa. Ma stia sicuro che questa volta non gli riuscirà un altro colpo di mano come avvenuto con le pensioni".






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