video PARTITO COMUNISTA D'ITALIA ,comunisti italiani

Loading...

domenica 1 aprile 2012

BILANCIO COMUNALE

I sondaggi ci informano che il governo Monti gode di ottima salute. Il consenso è attestato oltre il 60% degli intervistati. I sondaggisti  hanno rilevato un lieve decremento, comunque attorno al 50%, alla  conclusione della trattativa con i sindacati con  la proposta di cancellazione dell' articolo 18  della Statuto dei Lavoratori. Passato il momento negativo il consenso del governo Monti è tornato ai dati lusinghieri ante trattativa.
I dati  dei sondaggi evidenziano e esaltano i ruoli assunti dal governo e dalla maggioranza politica parlamentare PDL-PD- UDC. Al consenso del governo si contrappone il dato negativo per i partiti di governo. In questo contesto di debolezza dei partiti che sorreggono il governo Monti, si sta modificando la legge elettorale e la stessa Costituzione.
Il governo Monti, secondo i sondaggi, ha ottenuto il consenso sia per aver cacciato il governo del bunga-bunga di Berlusconi- Bossi- Tremonti, sia per aver in poco tempo proposto e approvato leggi di bilancio di grande impatto sociale. L'antipartitismo ha trovato nuovo ossigeno con l'arrivo del cosidetto governo dei tecnici.     
L' insediamento del governo dei tecnici e l'ennesima variazione del bilancio statale ha provocato lo slittamento di tre mesi del bilancio comunale di Paderno Dugnano. La mannaia governativa ha significato per la nostra città un taglio ulteriore per 1,5 milioni di euro.
L'ulteriore taglio agli enti locali  di Monti sommandolo  ai tagli del governo B&B&T (bunga-bunga) costa ai cittadini di Paderno Dugnano circa 2,6 milioni di euro.
La politica dei tagli  per ragioni di cassa  sta producendo un massacro sociale per l'innalzamento di tasse e tariffe e la riduzione o la soppressione di alcuni servizi sociali. Sono anni che i tagli agli enti locali hanno caratterizzato i governi. "I tecnici" di Mario Monti hanno accentuato il peso e obbligando gli enti locali ha dismettere, privatizzare,  anche le società economiche partecipate.
Il credo liberista, imperante, vuole togliere anche le funzioni economiche degli enti locali. Vogliono sostituire i diritti dei Lavoratori, definiti da Veltroni  TOTEM e TABU', con  altri in cui il mercato  domina i non solo le merci  ma innanzitutto i rapporti fra i cittadini, ridotti a merce. In questo contesto si levano qualche grido di dolore. Oltre ai Comunisti si sono espresse realtà democratiche e religiose. Affermazioni come " l'uomo non è merce"   trovano pochi spazi in ambito locale e non solo.La richiesta di maggior intervento pubblico da parte dei comuni trova il muro ideologico proprio nelle formazioni che condividono il credo liberista. La constatazione che la crisi economica sta dissolvendo anche i ceti medi, falcidiando le classi lavoratrici non trovano risposte nella valorizzazione dei territori. Al  credo liberista  si contrappongono esortazioni a far meglio con il risultato di ottenere o il nulla o peggiori condizioni. Risultano inefficaci e improduttive le lagnanze in sede locale senza il risvolto generale.. Se al credo liberista aggiungiamo la condizione politica in cui scompaiono di fatto le minoranze, attraverso leggi elettorali come il maggioritario o  peggiorative del porcellum,la lagnanza locale appare solo un pannicello caldo.  Sul piano economico non basta lagnarsi per i tagli o perchè la cassa è trasferita a Roma.  Necessita definire i ruoli degli enti locali  non come enti burocratici, contare i vivi e i morti, ma con ruoli importanti per il rilancio economico del Paese. Per queste motivazioni è utile che siano  superati i patti di stabilità. Poter fare investimenti è la condizione primaria per la ripresa. Per conteggiare solo i vivi e i morti si possono  abolire non solo le province ma anche (come direbbe Veltroni) le Regioni e i comuni.   





Posta un commento