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sabato 26 maggio 2012

ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Crediamo utile pubblicare e ringraziare, la  relazione  dell' Istituto "Cattaneo" di Bologna a seguito delle recenti elezioni amministrative. A parte la facile propaganda, lo studio dimostra lo stato di preoccupazione in cui versa la nostra democrazia.   Astensionismo, legge elettorali maggioritarie, localismi, partiti in deficit di proposte e distanti dagli interessi concreti dei cittadini e "nuovi" movimenti. La peculiarità della ricerca dell' Istituto "Cattaneo" sta            nell' analizzare i voti e non le percentuali di voti. Con i dati di astensionismo, ben oltre l'astensionismo fisiologico, considerare i voti  (una testa un voto) è l'unico indicatore del reale consenso dei partiti fra gli elettori. Altro è il giudizio che ne consegue per gli eletti. Fare la conta di quanti sindaci un partito o una coalizione ha conquistato è pura sommatoria dovuta allo stravolgimento dell'orientamento degli elettori  dal sistema elettorale maggioritario vigente.  Altre considerazioni sul grado "qualitativo" dell'eletto e delle coalizioni vincenti. Vincere, stravincendo grazie alle storture della legge elettorale, come a Parma o a Palermo in questo contesto non consola, anzi obbliga ad un maggiore attenzione  sempre se si vuole essere  veramente "democratici". Ultima considerazione che si ricava è l' inaffidabilità dei sondaggi, spesso fonti di propaganda per favorire i committenti.  


Tutti i partiti perdono consensi rispetto alle precedenti elezioni regionali.
Crollano Pdl e Lega. Tengono il centro-sinistra nel complesso e l’Udc.
Per i partiti, le maggiori perdite sono al Nord e nella “Zona rossa”.

L’Istituto Cattaneo di Bologna ha effettuato alcune elaborazioni  dei risultati del voto amministrativo appena conclusosi per capire quanto  i contendenti abbiano riscosso  maggiori o minori consensi rispetto alle precedenti elezioni regionali.
Nella nostra analisi, relativa ai 24 comuni capoluogo in cui si è votato, non facciamo riferimento
alle percentuali su voti validi, come di consueto viene fatto,  ma ai voti in assoluto presi dai partiti
e dai candidati. Nella nostra analisi le variazioni temporali sono presentate sia in valore assoluto che
in valore percentuale con riferimento ai valori di  partenza: se un partito passa da 150.000 voti a
135.000, diremo che ha perso 15.000 voti pari al 10% dei suoi voti iniziali.
Dall’analisi dei dati emerge che sia il centro-sinistra sia il centro destra perdono molti consensi.
Tuttavia il centro-destra ha subito una contrazione maggiore.   
Centro-sinistra
Nelle 24 città analizzate il centro sinistra ha perso circa 40.000 voti rispetto alle regionali del 2010,
pari al 7 per cento dei propri voti del 2010. Tuttavia esistono forti differenze territoriali. Mentre al Nord perde circa un quinto dei suoi consensi, nella “Zona rossa” contiene le perdite in linea con la
media nazionale, mentre al Centro-Sud avanza significativamente (+20mila voti).
Per quanto riguarda i partiti, il Partito Democratico ha subito una contrazione pari al 29 per cento
dell’elettorato che lo aveva scelto nel 2010 (pari a un decremento di 91.000 voti): anche nel caso
dei Democratici, abbiamo rilevato importanti differenze tra aree del Paese. Una perdita che si attesta
attorno al 30 per cento nelle città del Nord (- 60.000 voti) e in quelle della Zona rossa (-19.000
voti), a fronte di una riduzione dei consensi del 20 per cento circa nei capoluoghi del Centro-Sud         (-12.000 consensi).
L’Italia dei Valori ha una perdita di 55.000 voti, omogeneamente distribuita in tutti i capoluoghi
senza distinzione di area geografica, pari a oltre la metà del proprio elettorato (-58 per cento a
livello nazionale). Si tratta di una delle formazioni politiche che hanno perduto più voti rispetto alle
regionali del 2010.
I partiti della sinistra (Sinistra Ecologia e Libertà e Federazione della Sinistra) perdono un sesto
dei consensi ricevuti nel 2010 (-16 per cento, pari -12.000 voti), ma la loro prestazione è molto
differenziata per ambito territoriale dei comuni al voto. Un crollo pari a quasi alla metà dei voti al
Centro-Sud (-48 per cento) a fronte di una avanzata di circa il 7 per cento nel Nord e nella Zona 
rossa. 
Centro-destra 
Rispetto alle regionali del 2010, il centro-destra registra un forte calo su tutto il territorio. Le perdite 
riguardano soprattutto la Zona rossa (46.000 voti in meno) ed il Nord (123.000 voti in meno). 
Rispettivamente, -58 e -41 per cento.  
Quanto ai singoli partiti, il  Popolo della Libertà perde 175.000 voti rispetto alle precedenti 
regionali. Se il calo riguarda soprattutto il Nord (-61 per cento, pari a – 101.000) e la Zona rossa (-
60 per cento, ossia -33.000 voti), nel Centro-Sud l’arretramento è comunque consistente (40 per 
cento in meno).  
La Lega Nord è il partito che, in percentuale, arretra più di tutti (-67 per cento). Le sue perdite 
sono molto forti nelle città del Nord, ma sono ancora più consistenti nella Zona rossa, con una 
perdita di quasi l’80 per cento dei voti conquistati nel 2010. 
L’Unione di Centro tutto sommato tiene, contenendo le perdite al 6,5 per cento a livello nazionale 
rispetto alle regionali del 2010. Questo dato nasconde però dinamiche differenziate a livello 
territoriale. Il partito di Casini accusa forti perdite nelle città del Nord (-44 per cento circa), mentre 
guadagna consensi nella Zona rossa (+13 per cento) e soprattutto nel Centro-Sud (più 32 per cento). 
In generale, i dati mettono in evidenza che sia il  centro-destra, sia il centro-sinistra, sia i partiti 
maggiori, perdono consensi soprattutto al Nord e nella Zona rossa. Nel Centro-Sud, Pd e Pdl (così 
come il centro-destra nel suo complesso) hanno perdite minori che nel resto del paese. Nella stessa 
area, il centro-sinistra nel complesso avanza.  
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