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domenica 10 giugno 2012

EUROPA


"La Germania ha distrutto se stessa - e l'ordine europeo - due volte nel XX secolo, e poi ha convinto l'Occidente di aver tratto le giuste conclusioni da quelle esperienze. Solo in questo modo, che ha trovato la sua espressione più compiuta nell'abbraccio convinto del progetto europeo, la Germania ha strappato il consenso alla sua riunificazione. Sarebbe tragico e paradossale insieme se la rinata Germania, con mezzi pacifici e le migliori intenzioni, mandasse in pezzi per una terza volta l'ordine europeo."
Il virgolettato è la frase finale di un lungo intervento sul Sole 24 ore, del 7 da  giugno scorso, dell'ex viceprimo Ministro tedesco Joschka Fischer, invitando alla lettura, dal titolo: Berlino scelga tra Europa e isolamento. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-07/berlino-scelga-europa-isolamento-063628.shtml?uuid=AbdFjUoF&p=2 
Il lungo intervento analizza la politica dei governi europei e del governo della signora Angela  Merkel. L'autore evidenzia che le politiche imposte ai popoli europei sono inefficaci e rischiano di azzerare, con un colpo solo, 60 anni di storia europea. 
 "La situazione dell'Europa è grave", molto grave è la prima constatazione dell'autore.  I balletti e le mistificazioni  che hanno visto Berlusconi in Italia e il centrodestra greco  e  altri capi di governo  hanno contribuito ad accentuare la crisi del capitalismo europeo, innescato dalle "bolle"  finanziarie negli Stati Uniti.  Il  disastro economico, la crisi ha evidenziato la fragilità della attuale struttura  Europa politica e  conseguentemente della moneta, l'euro. 
In gioco è la costruzione dell'Unione europea e la sua moneta. "Se l'euro dovesse andare in pezzi andrebbe in pezzi anche l'Unione Europea (l'economia più grande del pianeta), innescando una crisi economica globale di proporzioni tali che quasi nessuno tra quelli oggi in vita ha mai sperimentato." L'autore nota che la politica del governo tedesco "è tanto più assurda se si pensa alle drammatiche conseguenze politiche ed economiche che dovrebbe affrontare". 
La politica "assurda" ha prodotto proseliti in tutta Europa, da Mario Monti a Papadopulos. Questa politica che potremmo definire da pasdram sta uccidendo intere nazioni. Grecia, Spagna e Italia sono le nazioni prime candidate. Prevedere l'effetto domino non necessita di particolari studi alla Bocconi.  
La necessità di riforme nelle nazioni e nell'Unione europea è innegabile. Il " bisogno di riforme strutturali  è indispensabile per superare la crisi dell'Europa". L'autore rimarca la scarsa consapevolezza del suo governo e degli altri governi europei. Fischer evidenzia che della Germania "quasi nessuno riesce a capire la nostra dogmatica linea del rigore" e con signorilità non cita i governi come quello italiano che di quella politica liberista hanno assecondato, anzi hanno portato ha sovvertire, modificando, la Costituzione.
La politiche delle  riforme devono servire a costruire una nuova Europa in cui i Lavoratori sono cittadini  non servi del capitale  e per scongiurare l'eventualità di mandare "a pezzi per la terza volta" quanto è stato costruito anche in Europa. 

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