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martedì 14 agosto 2012

ILVA di TARANTO


Con un provvedimento  tanto doveroso quanto inusuale  il Gip di Taranto Dott.sa Patrizia Todisco ha posto sotto tutela del tribunale l'area a caldo della grande acciaieria e limitato i poteri del presidente della società ILVA Ferrante, ex Prefetto di Milano.
Le annose diatribe fra lavoro e salute, fra condizioni di lavoro e tutela ambientale si sono riproposte all'attenzione dell'opinione pubblica grazie all'azione della Magistratura. Tutti sanno e sapevano  che nell'area industriale dell 'ILVA di Taranto  i limiti di legge per l'emissione di sostanze inquinanti sono normalmente e quotidianamente superati. Malattie e decessi  fra i Lavoratori e i cittadini residenti nelle vicinanze della fabbrica sono ampiamente documentati. 
Il Giudice Todisco, anche in presenza di precedenti  sentenze della Magistratura, è doverosamente intervenuta per tutelare i diritti alla salute dei cittadini. L'azione della magistrato ha obbligato l'intervento del Governo e a contribuire, rispondendo al decreto  della Magistratura,ad istruire un piano di risanamento ambientale  per alcuni milioni di euro. La stessa proprietà, agli arresti domiciliari, sembra intenzionata a dare la risposta finanziaria e organizzativa che l'ordinanza impone.

Riprendiamo alcune dichiarazioni stampa.  Il segretario del PdCI/FdS Oliviero Diliberto dichiara"Il caso dell'Ilva di Taranto dimostra la completa assenza di una politica industriale da parte del governo. Non si può contrapporre il diritto al lavoro con il diritto alla salute, mettendo i lavoratori e i cittadini di fronte ad un aut aut drammatico. Servirebbe, da parte dell'esecutivo, un piano di bonifica della fabbrica e del territorio. Bisogna partire da Taranto, ed in prospettiva mettere sotto controllo le emissioni di tutte le attività produttive. Infine, se lo Stato, come pensiamo sia giusto, con il pieno coinvolgimento dei lavoratori e dei sindacati, si farà carico della bonifica, il pubblico deve tornare a contare nelle scelte strategiche dell'azienda. In altre parole, nessun regalo a chi specula sulla vita dei lavoratori e sulla salute dei cittadini." 
L'arcivescovo di Taranto Mons.Filippo Santoro alla domanda "come salvaguardare i posti di lavoro senza arrecare danni alla salute degli operai e dei cittadini risponde: ".... E' il momento di dare una svolta. Di presentare un'agenda rigorosa e rapida per avviare le bonifiche degli impianti senza impedire la prosecuzione dell'attività industriale. E' questa l'unica chiave. del resto mi sembra che i fondi necessari siano stati reperiti anche grazie all'aiuto dello  Stato a cui si devono i danni maggiori dell'inquinamento. Mi riferisco ai 30 anni in cui lo stabilimento era pubblico".
Il Presidente della Regione Puglia Niki Vendola con ossequio riconosce il merito della Magistratura e afferma ricordando "oggi tutta l'Italia sa che deve svolgere un compito: il fatto che le normative industriali e ambientali non sono sincronizzate, i limiti emissivi non coincidono con le direttive comunitarie.... mi aspetto l'impegno concreto di ILVA di dare risposte concrete che possano rimuovere le cause del provvedimento di sequestro".
A questi si contrappongono gli atti della società ILVA con il proposito di ricorrere al decreto del tribunale e parte delle forze sociali e sindacali impegnati a dividere, strumentalmente, i Lavoratori dai cittadini. 
Spiccano  fra gli altri le dichiarazioni di dirigenti sindacali della FIM/CISL e UILM/UIL tarantine. Queste organizzazioni giudicano "sacrosante" le proteste contro la Magistratura. 
Fra gli altri  Il Segretario FIM/CISL Giuseppe Farina, proclamando lo  sciopero con la componente UIL, afferma che la situazione richiede "un intervento autorevole" sulla Magistratura..... e necessario reagire all'incomprensibile ossessività (sic!  n.d.r.) con cui il GUP di Taranto richiede lo spegnimento degli impianti......"  
Il responsabile economia del Partito Democratico Stefano Fassina dopo la biasimevole dichiarazione  contro la Magistratura tarantina definendola "irrituale e preoccupante" ha aggiustato il tiro pur sostenendo l'operato del Governo Monti e del Ministro all' ambiente Clini.  Fassina ha aggiunto che "la vicenda dell' ILVA pone infatti il tema di un nuovo e indispensabile modello di sviluppo: la tensione forte tra diritto al lavoro e qualità dello sviluppo deve risolversi grazie a politiche pubbliche che evitino lo scontro"

Rispettare l'ambiente e tutelare il diritto al lavoro si può fare. I costi per bonificare e per rispettare norme e leggi sono enormi. L' ILVA di Taranto è oggi la notizia nazionale per i risvolti giudiziari, per l'occupazione di migliaia di Lavoratori  e per lo sviluppo di quel territorio. 
Gli sviluppi di questa vicenda non sono esclusivamente locali. La nostra città, Paderno Dugnano, conosce  bene  queste problematiche (EURECO docet!). E' quindi  necessario l'impegno delle forze politiche, sociali e delle istituzioni per risanare migliaia di altre realtà similari disseminate in tutto il Paese. 
Proprio per questo che sosteniamo l'intervento pubblico in economia, non solo per pagare i danni, consci che il padrone Riva e i suoi dirigenti  e i padroni tutti non potranno mai rispondere pienamente ai diritti al lavoro , alla salute alla tutela ambientale.   


P.S. Singolare la comunanza di idee antimagistratura fra i dirigenti del sindacati metalmeccanici della CISL e della UIL con i berlusconiani e tutti coloro che lavorano a modificare la Costituzione vigente in senso autoritario.Al peggio non c'è limite!




































































































         




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