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mercoledì 19 settembre 2012

RHO-MONZA


TEM e Pedemontana, Massimo Gatti: “5.000 lavoratori a casa?

Podestà e Formigoni persistono con irresponsabili menzogne”

Milano, 19 settembre 2012. Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia   PRC-PdCI, Massimo Gatti, intervenendo in merito alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente di Regione Lombardia e dal Presidente della Provincia di Milano su Pedemontana e TEM, dichiara:
“Continuare ad affermare che chiudendo i cantieri di Pedemontana e TEM si perderebbero 5.000 posti lavori, come si ostinano a fare Formigoni e Podestà, è una grande menzogna.
Per avere un minimo di credibilità dovrebbero almeno avere la decenza di rendere pubblico l’elenco completo ed esatto delle maestranze diviso per appalto e mansione. Altrimenti stanno facendo semplicemente terrorismo psicologico contro chi a queste due opere inutili si sta opponendo.
L’unica verità è che i fondi stanziati per queste due grandi opere non sono mai stati sufficienti e anche gli aumenti di capitale decisi ieri non sono che una finzione che non fa altro che prolungare l’agonia.
L’idea di recuperare risorse svendendo totalmente Serravalle e SEA è semplicemente folle. Una vera e propria pugnalata alle spalle dei pendolari che da anni aspettano il prolungamento della M2 verso Vimercate e della M3 verso Paullo, l’interramento della Rho-Monza e il blocco dell’aumento indiscriminato delle tariffe. Si decide di rinunciare a qualsiasi ruolo del pubblico per regalare ancora soldi ad affaristi che hanno già dimostrato tutta la loro incapacità e si pensa solo a riempire le poltrone di fedelissimi ai capibastone.
Possibile che l’esperienza di A2A (già AEM e quotata in borsa dal 1998) che vede in queste giorni il massimo del debito coincidente con il minimo valore delle azioni non insegni nulla?
Saranno le mobilitazioni popolari, la prossima
a Desio il 30 settembre, e le decine di ricorsi presentati dai cittadini a fermare i cantieri di TEM e Pedemontana, autostrade che vanno bloccate perché rappresentano una violenza contro il territorio, la salute, l’agricoltura, i parchi, l’economia e la vita delle nostre comunità e servono solo ad alimentare speculazioni con l’enorme rischio di infiltrazione malavitose di fronte a “mega opere” senza piani finanziari, basti ricordare il sequestro dei cantieri BreBeMi e il proliferare di cave inutili”
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