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giovedì 4 ottobre 2012

REFERENDUM


Il 13 ottobre, in tutta Italia,  inizia la campagna referendaria per abrogare le norme introdotte dai governi Berlusconi e di Mario Monti che hanno cancellato i diritti dei Lavoratori (articoli 8 e 18)
Nei giorni scorsi sono stati presentati in Corte di Cassazione i quesiti referendari per reintrodurre i diritti dei Lavoratori in tema di licenziamenti e di inquadramenti professionali.
Tutte le forze a sinistra del Partito Democratico hanno firmato i due quesiti: Oliviero Diliberto, Paolo Ferrero, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro e Angelo Bonelli. Promotori e sostenitori dei referendum il sindacato più rappresentativo dei metalmeccanici, la FIOM/CGIL. Inoltre sono fra i promotori e sostenitori  l'associazione di intellettuali e studiosi  ALBA e  l'associazione dei Partigiani ANPI. Fra le personalità che sostengono i quesiti referendari, la figura di Sergio Cofferrati, già Segretario generale della CGIL, attualmente parlamentare europeo del PD. 
Anche a Paderno Dugnano, come nel resto d'Italia,  si sta costituendo  il comitato unitario per far conoscere l'iniziativa referendaria e preparare la mobilitazione per raccogliere le firme. 
Dopo anni di nani e ballerine, ora l'impegno costruttivo per riportare i temi del Lavoro e dei Lavoratori sulle prime pagine di stampa e TV. Per far ciò l'aiuto e il sostegno di tutti. 
Noi Comunisti italiani ci siamo!  Ci siamo  con le nostre bandiere e i nostri simboli e con  il Comitato unitario milanese invitiamo tutti all'appuntamento di apertura della campagna referendaria  
SABATO 13 OTTOBRE, in PIAZZA SAN BABILA, dalle ore 10 alle ore 13,  A MILANO



    

   
Senza ridare dignità al lavoro non c’è futuro per il nostro Paese.


I referendum da noi proposti vogliono restituire ai lavoratori la dignità del proprio lavoro, il diritto ad esaudire i propri bisogni, le proprie speranze, la libertà di organizzare la propria vita. Il lavoro non è sottomissione, non è sfruttamento, non è riduzione della persona a merce. Il lavoro è un diritto.

La cancellazione dell’articolo 18 da parte del governo Monti condanna lavoratrici e lavoratori a sottostare all’assoluto arbitrio dell’impresa. Senza l’articolo 18 possono licenziarti perché sei antipatico, perché sei di sinistra, perché sei gay, perché sei nero, perché sei anziano...O perché ti considerano improduttivo,non più necessario all’impresa, perché vogliono assumere un altro al posto tuo.
L’introduzione dell’articolo 8 da parte del governo Berlusconi cancella le regole e le norme stabilite dai contratti nazionali. Non c’è più certezza di salario, di inquadramento, di ferie, di orario… l’impresa può addirittura non rispettare le leggi sul lavoro. 
E tu, lavoratore e lavoratrice, resti solo, senza tutele, senza rispetto, in una condizione di precarietà strutturale che è l’obiettivo di fondo del padronato e dei governi liberisti e di destra.

C'e' un'Italia fatta di gente perbene, che lavora e paga le tasse fino all’ultimo centesimo. Quest’Italia attende di essere rappresentata e di voltare pagina. Noi comunisti siamo al suo fianco e con questi referendum vogliamo costruire l’Italia dell’eguaglianza e della libertà.

www.pdci.it
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