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giovedì 1 novembre 2012

REFERENDUM


Oltre ai quesiti referendari su articolo 8 e articolo 18, è iniziata la campagna referendaria per ripristinare la legge sulle pensioni abrogata dal Governo Monti-Fornero.
TUTTE E TUTTI A FIRMARE presso le segreterie dei Comuni e ai tavoli in piazza dei comitati referendari.

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REFERENDUM PENSIONI Abroghiamo il liberismo

Gian Piero Cesario*

Dopo il referendum per gli articoli 8 e 18 e le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sul reddito minimo garantito, ora apriamo anche la campagna per il referendum abrogativo della riforma pensionistica voluta dal governo Monti e dal ministro Fornero.  


Una riforma che aumenta di sei anni e progressivamente oltre l’età pensionabile rendendola di fatto una chimera per tutti quelli che un lavoro certo e garantito non lo vedranno mai, come la mia generazione, o che lo hanno perso e non verranno più riassorbiti nel ciclo lavorativo. Una riforma odiosa che ha creato il problema farsesco (non per quelli costretti a viverlo sulla propria pelle però) degli esodati, ai quali non è stata peraltro trovata alcuna soluzione compensativa dal ministro Fornero, che anzi continua a sminuire il problema. Una riforma, infine, che ha esteso il metodo contributivo a tutte le categorie di lavoro (cosa già iniziata con la riforma Dini) abolendo definitivamente il metodo retributivo: facile immaginare cosa significherà nel futuro ricevere una pensione dignitosa non avendo uno stipendio fisso e altrettanto dignitoso dal quale poter versare i contributi necessari. 
Insomma un papocchio, che si colloca precisamente nella logica liberista degli ultimi vent’anni di affossamento del welfare e nella creazione di un sistema statale privatistico e classista che dalla sanità tocchi il lavoro, passi per i saperi e arrivi al sistema pensionistico e previdenziale. 
Contro tutto questo ci batteremo in tutte le città per raccogliere più firme possibile, assieme ai referendum sul lavoro e al reddito minimo garantito, e lo faremo mettendo a disposizione tutto il nostro tempo e la nostra passione. Ma in prospettiva abbiamo chiara la necessità che i soli strumenti di democrazia diretta (referendum e iniziativa legislativa popolare) non bastano e basteranno. Sarà necessaria tutta la rinnovata forza dei comunisti nei luoghi della democrazia rappresentativa per riformare in senso più progressista possibile mercato del lavoro e sistema pensionistico, ed arginare e sconfiggere il vento becero del liberismo europeo e di casa nostra. I referendum, oltre alla partita che aprono e nella quale si inseriscono, saranno lo stimolo necessario perché dopo le elezioni dell’anno prossimo il nuovo parlamento non eluda i problemi ma torni ad affrontarli e a risolverli, a cominciare dalla vicenda degli esodati. 
La vera sfida partirà da li, ma intanto non ci faremo trovare impreparati.
*responsabile organizzazione FGCI
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