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giovedì 17 gennaio 2013

UTILE VOTO

La campagna elettorale per il Parlamento nazionale ha trovato il leitmotiv, il motivo conduttore,: il voto utile.
I dati dei sondaggi dicono che la lista "RIVOLUZIONE CIVILE" con candidato premier ANTONIO INGROIA si sta assestando oltre il 5% alla Camera dei Deputati, al di sopra dell'antidemocratico sbarramento. Al Senato necessita di oltrepassare l'8% su base regionale. I dati di tutti gli istituti di statistica indicano che in Lombardia, Sicilia e Campania la macchina elettorale di Bersani potrebbe incepparsi. Con questa probabile evenienza  Bersani ha cominciato a suonare, risuonare, il disco del  cosidetto voto utile.
Emblematico è quanto scrive l'editorialista del "sole 24 ore" di ieri, quotidiano ufficiale di Confindustria.
 Stefano Folli. Egli scrive:<  Nel 2008 Veltroni riuscì a mettere fuori gioco la lista Arcobaleno di Bertinotti proprio appellandosi all'esigenza di non disperdere il voto a sinistra. Adesso il vertice del PD, preoccupato che al Senato manchi la maggioranza, si trova nella stessa situazione con la lista Ingroia”. E mentre - rileva Folli - la contrattazione di “una qualche forma di desistenza al Senato in alcune regioni-chiave.. creerebbe un intreccio poco trasparente.. e sposterebbe il PD a sinistra”.. il voto utile è un appello classico che non costa in termini politici e che può persino ottenere il risultato di tenere Ingroia fuori dal Parlamento o ininfluente. Ma per questo occorre che Bersani accenda il motore di una campagna troppo blanda>
Dunque per i padroni da neutralizzare sono INGROIA e i Comunisti che lo sostengono nella lista "Rivoluzione civile".
L'emissario di Bersani, l'on. Franceschini, ha chiesto al leader di "Rivoluzione civile" di non presentare le proprie liste nelle regioni in bilico. E come rivolgere l'invito all'eutanasia, al suicidio politico della lista di Ingroia. Il tutto  motivato con il voto utile per "battere Berlusconi". Ma è veramente utile a battere Berlusconi o è utile a tenere fuori dalle istituzioni i Comunisti?    Bersani ha rinunciato ad un confronto e accordo con la "RIVOLUZIONE CIVILE" pensando di vincere a mani basse. In tale opera il Partito dei Comunisti italiani si è adoperato per raggiungere l'accordo intervenendo anche nella campagna delle "primarie". Ora il leader democratico, in campagna elettorale, impiega il suo tempo ad affermare che anche in caso di vittoria del nuovo centrosinistra (PD+SEL) si rivolgerebbe ai moderati di Monti- Casini e Fini. Per cui il famoso "voto utile" serve per stabilizzare al centro la sua coalizione con i montiani. 
Caro Bersani, chiedi il nostro suicidio per accordarti con il centro di Monti? Non ti pare un pò troppo?
L'ipotesi di desistenza ha senso in un quadro di accordo con tutto il centro-sinistra. Quello che chiedi non può interessarci. Le istanze dei  Lavoratori sono state disattese, anzi calpestate, dal tuo accordo con il governo Monti .
Permetti a noi di sopperire alla tua politica e di essere "UTILI" agli interessi delle Lavoratrici e dei Lavoratori.


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