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domenica 3 febbraio 2013

LA FAMIGLIA (ciellina)

Il vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca ha rilasciato quest'oggi una intervista al "Corriere della sera"  dal titolo  di  prima pagina < la Chiesa sostenga i politici che condividono le sue preoccupazioni> e con titolo < A Reggio Emilia la rossa  arriva il vero don Camillo> http://www.corriere.it/politica/13_febbraio_02/vescovo-cl-comune-rosso_0de7d6aa-6d56-11e2-8cda-116f437864e3.shtml
L' intervista è stata aggiornata in data  3 febbraio, probabilmente a seguito dell'intervento, ennesimo, del Cardinale Bagnasco a seguito dell'approvazione  parlamentare del matrimonio gay in Francia.
L'intervista del vescovo di Reggio Emilia, noto esponente dell'ala cattolica di Comunione e Liberazione cade nel mezzo della campagna elettorale politica e regionale lombarda che tutti considerano importante per l'avvenire del nostro Paese.
Anche Noi comunisti lo siamo. Le gerarchie cattoliche sono in campo da sempre e la Storia lo ricorda. In questa campagna l'attività politica di cardinali e vescovi si è concentrata sulla politica della famiglia e della scuola privata (cattolica). Famiglia intesa  con l'unico scopo della procreazione da imporre a tutti i cittadini per legge. Come in uno Stato  confessionale. 
L'intervista vescovile affronta il tema famiglia anche dal punto di vista di un sacerdote, affrontando il tema, connesso, del celibato dei preti. 
Il vescovo alla domanda <"Non crede che si possa mettere in discussione il celibato dei preti? risponde < "Considero il celibato estremamente conveniente alla vita sacerdotale. Perché libera la persona da responsabilità serie e profonde come quelle di una famiglia e le consente di avere una vita come quella di Gesù: l’unica preoccupazione diventa quella per il suo popolo». 
La risposta meriterebbe un'approfondita risposta che lasciamo, come compito, ai filosofi o ai teologi.
Noi ci limitiamo a considerare il messaggio politico che viene indicato agli elettori e alle elettrici.
La famiglia è fonte di serie e profonde responsabilità non c'e' dubbio. Allevare, istruire e sostenere i figli è compito pesante e spesso improbo. Se poi in famiglia vi sono altre "preoccupazioni" tipo un'invalidità o  un anziano con malattie senili il compito diventa arduo e spesso impossibile. Se si aggiunge, senza dimenticare, la cronica mancanza di adeguati servizi sociali si può capire cosa significa realmente la famiglia. Candidamente il vescovo considera "il celibato" dei preti "estremamente conveniente" per poter svolgere il sacerdozio immune dai problemi che hanno realmente le famiglie.
Messaggio chiaro: avere una famiglia è fonte di oneri mentre dedicarsi a tempo pieno alla contemplazione teologica gli onori, specialmente con i soldi dei contribuenti italiani.


     




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