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sabato 1 giugno 2013

2 GIUGNO



Domani è il 2 giugno, festa della Repubblica italiana,festa della Costituzione nata dalla lotta antifascista. 
Le celebrazioni del 2 giugno, oggi, hanno un rilievo maggiore. Tra i propositi dei Partiti del governo Letta vi è la modifica della Costituzione.
Gli accordi fra i Partiti della maggioranza PdL/PD prevedono lo scambio fra l'abrogazione della legge elettorale, detta porcellum, con     la modifica,di fatto il sovvertimento, della Costituzione.
A colpi ripetuti alle radici costituzionali il risultato non potrà essere che un' altra legge fondativa di stampo autoritario.
Presidenzialismo, abolizione di una camera, riduzione del numero degli eletti hanno come unico scopo l'allontanamento dei cittadini dalla vita politica,dalle istituzioni.Il progressivo astensionismo diverrà genetico come nei modelli anglosassoni. L'astensionismo caratterizzerà le classi povere mentre i ricchi potranno decidere per i propri interessi senza alcuna opposizione istituzionale.
Per questo il 2 giugno non dovrà essere "cosa vostra".
Per questo domani saremo nelle piazze e saremo a Bologna,assieme a Gustavo Zagrebeski, Sandra Bonsanti,Stefano Rodotà,Nando dalla Chiesa,Raniero La Valle,Maurizio Landini,Roberto Saviano e tanti altri cittadini a gridare
W LA COSTITUZIONE ITALIANA

Facciamo nostro e divulghiamo  l'appello dell'Associazione politica e culturale MARX XI  in occasione della festa della Repubblica

Riorganizzare un ampio fronte per la difesa e il rilancio della Costituzione

La 68ª ricorrenza della fondazione della Repubblica, con un voto popolare la cui estensione è andata sempre più qualificando la portata delle elezioni parlamentari delle legislature da cui ha preso corpo il consolidamento dei principi di un antifascismo militante, coincide con uno dei passaggi più drammatici della storia recente di un sistema politico coinvolto in un processo di crisi provocato da forze oligarchiche che non desistono dal tramare contro la Costituzione della Repubblica, perché fondata sul lavoro.

La misura delle prevaricazioni in atto è giunta al colmo, e forze culturali ispirate ad una genuina esigenza di lotta per la difesa e la promozione della costituzione come “Libertà e Giustizia", testimoniano con il loro sensibile appello che è giunto il momento di riorganizzare un ampio fronte necessario a fare da argine ad una deriva che dura da un trentennio, a scapito della soluzione dei più travagliati problemi della società italiana.

Il mondo culturale che si è raccolto intorno a MARX XXI, nel proseguire in un impegno di valorizzazione della democrazia sociale, innervata dai principi fondamentali della Costituzione del 1948, invita tutti quanti condividono l'irrinunciabilità dei valori iscritti nel nostro ordinamento costituzionale, a convergere sull'impegno che giuristi come Zagrebelsky e Rodotà hanno deciso di rendere più serrato in questa fase decisiva, in cui, anche con una metodologia incostituzionale, si punta a far dipendere dal governo una funzione di revisione, che, oltretutto, vorrebbe prendere indebitamente il posto di un artificioso potere costituente.

Conveniamo quindi con la denuncia del rinnovato tentativo di stravolgere la Costituzione da parte di chi ha gravemente inquinato il sistema politico e vorrebbe trascinarne le conseguenze sul terreno di una Costituzione che non solo non può essere tradita nei suoi principi fondamentali concernenti rapporti civili, politici, etico-sociali ed economici, nonché i diritti civili e sociali che vi si collegano. Ma neppure è meritevole di alterazioni nella sua parte ordinamentale, che ha subìto incrinature funzionali per ostacoli di tipo regolamentare interposti alla conseguente attività delle due Camere, dando ora luogo a pretestuose proposte di cosiddette “riforme neutre”, come cavallo di Troia di alterazioni della forma di governo parlamentare.

Facciamo appello a tutte le forze  genuinamente democratiche perché si riapra in questo paese una lotta per l'applicazione e l'inveramento della nostra Carta costituzionale, e perché nel dibattito in corso sulla legge elettorale si ponga la questione del ritorno a una legge di tipo proporzionale, senza sbarramenti, l'unica atta a garantire a tutti i cittadini una effettiva rappresentanza democratica
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