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giovedì 6 giugno 2013

W LA COSTITUZIONE ITALIANA

Il governo dell'anomala maggioranza Pdl-PD, non votata dagli italiani, anzichè impegnarsi nella lotta alla disoccupazione e opporsi alla desertificazione industriale ha iniziato il percorso istituzionale per cancellare, sovvertire, la Costituzione italiana per  instaurare una repubblica/monarchia  presidenziale o semipresidenziale. Noi condividiamo e sosteniamo le ragioni dell'appello dell'associazione partigiani d'Italia.(in seguito nel testo integrale).  Facciamo appello a tutti i cittadini amanti della "Costituzione più bella" ad operarsi in ogni luogo nel sostenere le ragioni dei partigiani e nel rivendicare l'applicazione piena dei principi costituzionali.  

                                                                                                                                                                                 



"La Costituzione non si deve alterare"

"Il Comitato Nazionale dell’ANPI in relazione ai diversi progetti che si vanno formulando, anche in sede governativa, a riguardo di un sistema di riforme costituzionali, ribadisce la più ferma contrarietà ad ogni modifica, legislativa o di fatto, dell’art. 138 della Costituzione, che – semmai – dovrebbe essere rafforzato e del quale in ogni caso, si impone la più rigorosa applicazione".
Inizia così una presa di posizione del Comitato nazionale dell'Anpi con la quale si "conferma il netto convincimento che il procedimento da seguire non può che essere quello parlamentare, attraverso gli strumenti e le commissioni ordinarie, non essendovi ragione alcuna per eventuali nuove formule e strutture, essendo più che sufficiente quanto già previsto dai regolamenti parlamentari".
Riafferma po "l’inopportunità del ricorso ad apporti esterni che in qualche modo incidano sul lavoro parlamentare e che non siano quelli già previsti, attraverso i quali si possono acquisire opinioni e contributi di esperti, mediante pareri, consultazioni, audizioni e quant’altro; 
conferma la convinzione, più volte espressa, che le riforme possibili ed auspicabili sono solo quelle che risultano in piena coerenza con i princìpi della prima parte della Costituzione e con la stessa concezione che è alla base della struttura fondamentale della seconda, indicando fra le riforme possibili, la diminuzione del numero dei parlamentari, la differenziazione del lavoro delle due Camere, l’abolizione delle province; tutte materie sulle quali esiste già una notevole convergenza e che non pongono problemi di coerenza complessiva".
Ribadisce inoltre quanto già espresso in varie occasioni, vale a dire la netta opposizione dell’ANPI ad ogni riforma che introduca il presidenzialismo o il semipresidenzialismo, non risultano ragioni evidenti per stravolgere il delicato e complesso sistema delineato dal legislatore costituente. E conferma ancora una volta, "l’assoluta e  prioritaria necessità di procedere alla modifica della legge elettorale vigente, da tutti ritenuta inadeguata e dannosa".
Invita quindi "tutti gli organismi dell’ANPI ad impegnarsi a fondo su questi temi, promuovendo dibattiti e confronti, irrobustendo l’informazione ai cittadini, assumendo tutte le iniziative (a partire da quelle per il 2 giugno e in particolare da quella di Milano), idonee ad ampliare il consenso attorno a queste posizioni, d’intesa con altre associazioni democratiche e con tutte le forme di aggregazione di cittadini interessati a problemi di ordine costituzionale, chiarendo soprattutto che non si tratta di restare ancorati a tutti i costi ad un sistema immodificabile, ma di impedire ingiustificate alterazioni di esso e assicurare che non vengano poste in atto misure pericolose, suscettibili di scardinare la profonda ed intima coerenza del sistema costituzionale, senza alcun vantaggio per la democrazia"
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