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giovedì 8 gennaio 2015

PARIGI

L'attentato di Parigi: un atto criminale volto a creare un clima di guerra nell'opinione pubblica europea e occidentale

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charliehebdo notafraiddi Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI, responsabile esteri

I comunisti italiani, sgomenti, esprimono dolore, cordoglio e solidarietà nei confronti dei familiari delle vittime e del popolo francese per il grave attentato che lo ha colpito.

L'attentato di Parigi si configura come un atto criminale assolutamente inquietante, volto a creare un clima e pulsioni di guerra e ritorsione nell'opinione pubblica francese ed europea, per trascinarla sul terreno di reazioni emotive volte a giustificare nuovi interventi militari nei confronti di Paesi additati come ostili e nemici.

Temiamo seriamente di essere in presenza di una sorta di 11 settembre della Francia (e dell'Europa), tramite il quale forze oscure, contrarie alla pace, vogliono indurre l'opinione pubblica francese ed occidentale ad una reazione di guerra in nome della lotta contro l'estremismo islamico, ad una nuova crociata contro gli infedeli, che tenda ad assumere il carattere di uno “scontro di civiltà”.

Come per l'11 settembre, in cui l'attentato alle Due Torri - attribuito ad estremisti islamici - servì all'imperialismo americano per scatenare l'aggressione e l'occupazione dell'Afghanistan (accusato di proteggerne i mandanti); così oggi l'attentato di Parigi viene attribuito da una potente campagna mediatica all'ISIS o ad analoghe entità fondamentaliste della Stato Islamico.

Si tratta di quelle stesse entità, che sono state armate e sostenute fino ad ieri dagli Usa, dalla Gran Bretagna, dalla Francia per destabilizzare ed aggredire la Libia, la Siria, l'Iraq (domani forse l'Iran), al fine di rafforzare e giustificare l'escalation della presenza militare atlantica in Medio Oriente, o in altre regioni nevralgiche del mondo. E che oggi sfuggono al controllo dei loro padroni, o ne sono in qualche misura manovrate.

Difficile non ricordare, in questo contesto, il monito di Papa Francesco, che ancora di recente ha detto che "siamo già entrati nella Terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti, a capitoli".

Siamo fortemente preoccupati per le sorti della pace mondiale, che vediamo oggi seriamente minacciata da una escalation di guerra economica e militare imperialista che, anche nella più recente crisi Ucraina, rivela un crescendo di ostilità nei confronti della Russia, della Cina, di tutte le forze che nel mondo fanno da contrappeso alla potenza Usa e atlantica.

Siamo anche preoccupati (a volte scandalizzati) per l'indifferenza o l'opportunismo con cui anche forze che si vorrebbero democratiche o di sinistra si sottraggono ad una precisa analisi e assunzione di responsabilità in materia di pace e guerra.

Invitiamo tutte le compagne e i compagni, tutte le forze progressiste e coerentemente contrarie a tale pericolosa escalation, a dare anche nelle prossime ore il loro contributo di informazione e orientamento lucido e responsabile sulle cause primarie dell'attuale tensione nel quadro internazionale.

L'Italia, membro attivo della NATO, non è certo estranea a questo teatro inquietante di escalation militare. I governi italiani che si sono succeduti in questi anni hanno pesantemente contribuito e avallato tale escalation: Iraq, Yugoslavia, Afghanistan, Libia, Siria, Ucraina...

E' necessario operare affinchè tutte le forze amanti della pace e contrarie a tale politica di aggressione, comunque collocate, diano il loro contributo per fermare questa marcia verso un conflitto globale, prima che sia troppo tardi.

La stessa elezione del nuovo Presidente della Repubblica può e deve essere innanzitutto l'occasione per favorire l'ascesa al Colle di una figura che – diversamente dal ruolo deteriore svolto da Giorgio Napolitano – possa dare un contributo almeno in parte favorevole ad una collocazione internazionale dell'Italia meno subalterna al sistema di guerra e di aggressione militare, più disponibile ad una linea di cooperazione internazionale multipolare. In coerenza coi valori e coi principi della nostra Costituzione.

Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI, responsabile esteri
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